Val d’Orcia

Dolci colline, vallate poco profonde, borghi antichi, case coloniche, fattorie, boschetti di cipressi, vigne, oliveti, terme antiche: la Val d’Orcia è tutto questo.
A tutela della bellezza e del valore storico di quest’area del senese, attraversata dal fiume Orcia, è stato istituito il Parco Artistico e Culturale della Val d’Orcia.

Il punto di partenza e arrivo del nostro itinerario è proprio uno di questi antichi borghi, Bagno Vignoni.
La località si raggiunge in auto da Siena (49 chilometri), seguendo la Strada Statale 2 Via Cassia, fino al bivio che quattro chilometri dopo San Quirico d’Orcia, porta in meno di un chilometro a Bagno Vignoni.
La lunghezza del percorso è di circa 40 chilometri, di cui circa 12 sono di strade campestri sterrate. Per il resto si tratta di provinciali o statali asfaltate. Il dislivello è di 450 metri. Il mezzo più appropriato è una mountain bike.

Uscendo dal borgo di Bagno Vignoni, si imbocca la Via Cassia verso destra percorrendola fino oltre il fiume Orcia. La strada è caratterizzata da numerose curve che, oltre ad essere particolarmente divertenti, svelano il paesaggio da diverse prospettive. Dopo aver passato la vista dello sprone di Castiglione d’Orcia, al chilometro 177, la strada ha un andamento più regolare e incontra la traccia dell’antica strada medievale, la Via Francigena.

La via Francigena era il percorso lungo il quale muovevano dal Nord Europa i pellegrini che si recavano a Roma. Il percorso presentava innumerevoli varianti che portavano alla capitale religiosa del mondo occidentale. Uno dei documenti su cui si basa la ricostruzione di tale percorso è il diario redatto nel 994 da Sigerico sulla via del ritorno da Roma, ove si era recato per ricevere l’investitura a Vescovo di Canterbury.

Al ponte sul torrente Vellora, la strada medievale si scostava dall’attuale attraversando il corso d’acqua. E’ possibile recuperarla deviando a destra subito dopo il ponte e dopo circa 300 metri a sinistra, sempre su sterrato.
Seguendo questa strada si arriva al Podere Le Briccole, che nel 990 d.C., quando si chiamava Abricola, ospitò Sigerico nel suo viaggio da Roma a Canterbury. Sebbene non sia rimasto molto della chiesetta romanica di San Pellegrino, vale la pena fermarsi per il panorama suggestivo su cui è affacciata.

Il percorso continua sull’originaria carreggiata selciata e su un attiguo tronco della statale ormai dismesso. Per diversi chilometri si prosegue in rettilineo e si giunge alla Posta di Ricorsi, di cui si possono vedere il porticato e il ponte medievale.

Dopo aver voltato a destra, si prosegue per circa due chilometri, percorrendo la nuova Cassia fino alla diramazione per Radicofani.
Il tratto che segue corrisponde a una deviazione della Via Francigena che seguitava sul fondovalle, come la nuova Cassia. La scelta di deviare la strada dipese dal fatto che a Radicofani, alla fine del Duecento, si contavano tre spedali per l’assistenza ai viandanti. La grandiosa Posta, costruita dai Medici alla fine del ’500, conferma la rilevanza del luogo, protetto da una rocca. La strada era sicuramente il più frequentato collegamento fra la Tuscia romana e il Senese.

Al bivio di Le Conie il percorso gira a sinistra e s’inerpica sul crinale con brevi saliscendi, si devia poi a sinistra su un percorso a fondo naturale. Non ci sono segnali. Occorre fare attenzione: il bivio è circa 200 metri dopo la lieve erta di Poggio Reggiano, all’inizio della discesa di Contignano.
La pista appartiene alla storia. Probabilmente era una deviazione della Francigena per le percorrenze dirette a Pienza, l’antica Corsignano.

La vertiginosa discesa si attenua a fianco del maniero di Castelvecchio, poi riprende con un lungo rettifilo che punta sul podere Belladonna. Al cavalcavia si scende a imboccare, verso sinistra, la provinciale Traversa dell’Amiata. La si percorre per circa 1 chilometro e mezzo, fino all’altezza del guado che, verso destra, passa il torrente Formone sotto il podere Rimbecca, che poi si raggiunge con qualche svolta in salita. Passandovi dinanzi s’infila una stradina che punta verso l’Orcia sfiorando il podere Molinello. Si attraversa il fiume per raggiungere sull’opposta sponda la strada provinciale 53 di Val d’Orcia verso sinistra.

Ci si accorge di essere in prossimità di Pienza non appena si avvista lo Spedaletto, un possente edificio merlato con una torre, antico luogo di ricovero per pellegrini, gestito fin dal 1236 dall’Ospedale della Scala di Siena. Il complesso fu fortificato nel XV secolo ed è giunto a noi.

Prima di giungere al bivio con la Cassia, da cui in breve si giunge nuovamente a Bagno Vignoni, si può fare una breve deviazione sull’argine dell’Orcia per osservare i piloni semiaffossati del ponte tardo-medievale della strada antica che abbiamo cercato di seguire dove possibile.

» Hotel in Val d’Orcia


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